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Cenni Storici
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L'idea di costituire anche in Italia un'associazione di studi mariologici,
sull'esempio di quelle esistenti in diverse nazioni, non è nuova. Era stata
presa in considerazione negli anni cinquanta, ma per diversi motivi non si
pervenne a risultati concreti.
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Più di trent'anni dopo, il problema è riemerso nell'ambito del Collegamento
Mariano Nazionale. I1 12 ottobre 1988, nel corso di una verifica circa
l'attività svolta da quell'organismo ecclesiale, a partire dal 1959, il
direttore Alberto Valentini rilevava una certa ambiguità: il
Collegamento, organismo con finalità pastorali, si era occupato di fatto
anche di ricerca mariologica, per la mancanza di un'associazione
specifica. Si riproponeva pertanto, a distanza di tempo, la necessità di
un'istituzione italiana di ricerca in questo settore.
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L'esigenza emersa nell'ambito del Collegamento nazionale fu raccolta e caldeggiata
dall'allora Presidente, Mons. Francesco Franzi, che ne investí in
particolare Stefano De Fiores, da lungo tempo cultore di studi
mariologici.
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Il progetto di una nuova associazione scientifica, appariva ambizioso e
atto a stimolare l'impegno, ma le difficoltà erano piuttosto notevoli.
Per prima cosa, dunque, si trattava di sondare il terreno e preparare
l'ambiente. Con questo intento S. De Fiores e A. Valentini
iniziarono degli approcci presso
alcuni Centri universitari romani.
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Incoraggiati da tali incontri preliminari si decise di convocare - con lettera
firmata da Salvatore Meo (allora Preside del Marianum), Stefano De
Fiores e Alberto Valentini - circa trenta studiosi di teologia, uomini e
donne, provenienti da vari centri universitari e istituzioni culturali
d'Italia, per studiare insieme il progetto, le finalità e i compiti
della nuova associazione. Nel giro di alcuni mesi si ebbero tre incontri
rispettivamente il 21 dicembre 1989, il 15 febbraio e il 5 aprile 1990,
sempre a Roma, presso il Santuario di Maria Regina dei Cuori in Via
Romagna 44.
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Nella riunione del 5 aprile, si pervenne alla Costituzione dell'AMI,
sottoscritta da venticinque soci fondatori. L'atto legale costitutivo
dell'Associazione venne firmato davanti al notaio il 9 maggio
1990.
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Dallo Statuto emergono alcune note imprescindibili - come la scientificità e
l'interdisciplinarietà, l'apertura ecclesiale, il dialogo col mondo
contemporaneo - che qualificano l'AMI, ne giustificano la ragion
d'essere e ne precisano gli obiettivi. L'AMI intende inserirsi con
umile, ma consapevole determinazione nel contesto delle scienze
teologiche ed umane, per illuminare la figura della Vergine all'interno
dell'esperienza cristiana, nel cammino del popolo di Dio in mezzo al
mondo.
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